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Benito Mussolini e il fascismo

Ci troviamo in pieno periodo di crisi economica iniziata immediatamente dopo la fine delle ostilità della Prima Guerra Mondiale, ed è un periodo in cui il costo della vita aumenta di pari passo con la disoccupazione, quest’ultima dovuta anche al ‘rientro’ dei numerosi militari dal fronte; conflitti sociali, scioperi nelle grandi fabbriche del nord Italia, i sindacati che fomentano una rivoluzione comunista, e le strutture statali che iniziano ad indebolirsi, creano le condizioni adatte per il moltiplicarsi delle tensioni sociali e delle lotte operaie.

Nasce in questo contesto storico, proprio per mano dei reduci di guerra un nuovo movimento politico con ispirazione socialista, ma con progetti ed ambizioni nazionaliste, quello dei fasci italiani di combattimento, ed inizia un periodo di aspri combattimenti e guerre sociali contro sindacati e i partiti di ispirazione social-comunista; nel solo biennio 1921-22 circa 3000 vittime, questo è il triste segno lasciato dai violentissimi scontri, preludio alla famosa marcia su Roma con la quale il Partito Nazionale Fascista di Benito Mussolini conquisterà poi il potere.

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Charles Darwin e l’evoluzione della specie

Charles Robert Darwin è stato senza alcun dubbio uno dei personaggi più importanti della storia; celebre pioniere della teoria sull’evoluzione della specie, nonché naturalista, biologo, geologo, antropologo, ed esploratore britannico, Darwin fondava il suo pensiero sulla sopravvivenza e sui processi di selezione naturale che essa è capace di scatenare, sostenendo fermamente la teoria che vedeva l’ambiente naturale al centro di ogni processo di evoluzione della specie.

‘Gli individui più deboli, ovvero quelli meno predisposti ad adattarsi all’ambiente naturale che li ospita, vengono eliminati per mezzo di una selezione naturale, e saranno i più forti a sopravvivere ed a trasmettere i loro geni conservando i caratteri della specie’. Era questo il suo pensiero fisso ma, considerando l’epoca, va anche detto che Darwin dovette fare molta attenzione a non essere condannato per blasfemia, visto che le sue teorie sull’origine dell’umanità suonavano così antitetiche a ciò che invece predicava la religione cristiana.

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Il Tamburino sardo: chi è realmente?

Siamo in piena prima guerra d’indipendenza, in un anno 1848 caratterizzato dal Risorgimento italiano che si opponeva agli attacchi dei popoli conservatori europei con a capo l’Austria; un esiguo manipolo di soldati italiani, assediato appunto dagli austriaci, trova rifugio in un casolare di campagna e il capitano di questo piccolo reparto ordina ad un tamburino (militare di fanteria che dava alla truppa il ritmo della marcia mediante rullo di tamburo) di raggiungere il retro del casolare senza essere scoperto dai nemici, e di correre a chiedere aiuto ad un plotone di carabinieri a cavallo che stazionava nelle vicinanze.

Il tamburino inizia a correre più veloce che può attraverso i vastissimi campi, ma viene però ferito ad una gamba da un proiettile austriaco e cade al suolo; dopo qualche istante si rialza e prosegue zoppicando nell’intento di compiere la sua missione, ma è costretto a fermarsi di nuovo perché non può neppure camminare e perde sangue. Quando tutto sembrava perduto e gli austriaci stavano per sferrare l’attacco finale agli italiani, rinchiusi con le loro speranze all’interno del casolare, ecco che, grazie al piccolo soldato, arrivano i tanto attesi rinforzi che sconfiggono i nemici e li costringono alla ritirata.
Il capitano della squadriglia scampata all’assalto incontrerà poi il tamburino in ospedale, dove purtroppo gli verrà amputata la gamba colpita a causa dello sforzo a cui era stata sottoposta per giungere ai rinforzi e completare la missione.
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Percorsi della storia, cammini indimenticabili

Il turismo culturale offre al giorno d’oggi davvero una vastissima possibilità di scegliere luoghi ed itinerari di tutti i tipi e di visitarli nel modo in cui più ci piace farlo; non solo abbiamo la fortuna di poter anche contare su tecnologie avanzate in grado di spiegare e raccontare la storia del luogo che stiamo visitando avvalendosi di supporti video e con il commento di noti storici e storiografi, ma se vogliamo possiamo anche immergerci in prima persona nel contesto storico in cui ci troviamo e vivere in un certo senso ‘realisticamente’ questa esperienza.

Camminare a piedi usando lo stesso percorso fatto secoli e secoli prima dalle popolazioni dell’epoca e soffermarsi a contemplare i luoghi diventati famosi per un qualsiasi avvenimento che è passato alla storia, è senza dubbio un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. La via Francigena o il Cammino di Santiago, insieme a molti altri, ne sono esempi chiari, essendo oggi tra le mete più gettonate del nuovo turismo culturale.

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